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26 April 2010 @ 08:20 pm
[RPF Pattinaggio] Once upon a dream [1/2]  

Titolo:
Once upon a dream
Autrice: Fae (faechan)
Beta/Pre-reader: lisachanoando 
Prompt/Challenge: Alphabet Challenge
Fandom: RPF pattinaggio
Personaggi/Pairing: Scott Moir/Tessa Virtue, apparizioni e citazioni sparse di Jordan e Jim Virtue, Carol, Alma, Danny, Shari e Cara Moir, Paul MacIntosh, Igor Shpilband, Marina Zoueva, Meryl Davis, Charlie White, Jessica Dubé
Rating: G/PG
Warnings: drabble, gen-het, f-ship, canon come se piovesse, spruzzatine sparse di angst e fluff
Parole: 5.015 (FDP) (ma per Word erano 5200, ovvero 26x200 *sbuffa*)
Disclaimer/Credits: tutti i personaggi sono realmente esistenti, nessuno di essi mi appartiene eccetera.
 
Note: chi mi conosce sa che io amo il canon. Io vivo di canon \o/, vivo per trovare buchi in cui potermi incastrare, aneddoti da sviluppare, missing moment da raccontare e quant'altro del genere. Ora, voi capite che il fatto che Tessa e Scott abbiano un canon che è già una fanfiction di per sé non mi aiuta a contenermi. Tantomeno mi aiuta il fatto che entrambi abbiano rilasciato chili di interviste su quanto si amano quanto forte sia la loro amicizia/partnership/cosa unica che non sanno come definire e che il resto del mondo ha definito da un pezzo. Per cui insomma, questa cosa è nata perché mi andava di giocare con il loro canon, visto che c'erano robe troppo carine e amorevoli per non farlo <3 Laddove i riferimenti non siano chiarissimi, o laddove mi vada di dirvi cose inutili, o laddove senta il bisogno di squeeare (…quindi, in totale, molto spesso), ci saranno gioiose note a pié di pagina con tanto di link culopeso-friendly che vi aiuteranno a capire di cosa diavolo sto parlando \o/
 
Buon compleanno, el_defe <3 e grazie per gli amorevoli momenti di fangirling congiunto su questi due bimbi :*





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1996
 
Appoggiare per la prima volta le lame sul ghiaccio è strano. E' come stare in bilico sul ciglio di uno scalino, lottando contro qualcuno che vuole spingerti e farti cadere a ogni costo. Ma la gita scolastica si sta avvicinando, e non ha davvero senso andare su una pista senza saper pattinare, e lei non ha intenzione di farsi prendere in giro dal resto della classe, proprio no.
 
"Senza fretta, Tessie. Hai tutto il tempo di riuscirci" sorride suo fratello, sorreggendola mentre pattina dietro di lei.
"E' difficile" sbuffa contrariata dopo che per l'ennesima volta il piede le scivola di lato. "E non capisco cosa c'è di bello, ecco."
Lo sente ridere alle sue spalle, la presa che si fa più salda. "Ora stai ferma e tieniti a me" le raccomanda.
 
Mentre poco a poco prendono velocità, la lastra bianca che scricchiola appena sotto i suoi pattini e le tribune che le scorrono intorno fondendosi in un'unica scia di colori, tutto si fa molto più bello e Tessa ride felice.
 
Appena qualche giorno dopo, riesce già a stare in piedi da sola. E quando scivola timidamente in avanti, un passo alla volta, il ghiaccio le sembra improvvisamente diventare un amico. [1]
 
 
 
1996
 
Brittany ha capelli lunghi e biondi, un discreto talento sui pattini e l'aspetto generale di una principessina altezzosa. Sfortunatamente, pensa Scott guardandola chiudere il borsone mentre suo padre parla con zia Carol, anche il suo carattere non è granchè diverso.
 
"Mi dispiace" borbotta a mezza bocca, avvicinandosi.
"L'hai fatto apposta" lo accusa lei, inviperita.
"Non è vero!" si difende. "Ti pare che sono contento di perdere?"
"A me pare che non sei capace e basta" ribatte Brittany, con una stizza tutta da femmina, e se ne va senza dargli il tempo di dire altro.
 
Scott si accontenta di piantarle il muso e andare a sedersi in un angolo, guardando gli altri bambini che continuano a volteggiare sul ghiaccio. Pensava che potessero diventare bravi insieme, lui e Brittany: diventare come Danny e Shari, imparare a fare tutti i passi più complicati e vincere gare importanti. E invece lui non è ancora bravo abbastanza e lei - oh, per lei avrebbe un sacco di parole in mente, ma sono parole che la zia non sarebbe per niente felice di sentire.
 
"Chi se ne importa" mugugna, aggrottando le sopracciglia e stringendosi nella felpa fin quasi a scomparirci dentro. "Posso continuare anche da solo." [2]
 
 
 
1997
 
"Cara ha detto" trilla Jordan, piombando a sedere accanto a lei "Cara ha detto che Scott ha detto che per lui va bene. Da ora state insieme!"
"Sei andata a dirglielo?" squittisce Tessa, afferrandole un braccio in preda al panico. "Jordie, era un segreto!"
"…Tess, lo sanno tutti che lui ti piace" ride Jordan, scrollandosela di dosso. "Che razza di segreto sarebbe?
 
Tessa abbassa lo sguardo, sentendo le guance andare a fuoco. Non è affatto vero che lo sanno tutti, e comunque Scott piace praticamente a chiunque, e comunque Jordan avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa e ora è troppo tardi e Scott penserà che è una scema.
 
"E poi" continua Jordan, eccitata "è stato lui a dire di sì! Ha detto che vuole mettersi proprio con te!"
"…Sei sicura?" chiede nervosamente, sottovoce.
"Certo! Quindi ora dovremo organizzare un appuntamento, così sarà ufficiale. E dopo" ridacchia, sussurrando al suo orecchio con aria da cospiratrice "potrai baciarlo!"
 
Tessa le rifila una gomitata, arrossendo più che mai e tirandole i capelli quando comincia a canticchiare di alberi e di baci. Ma non appena incrocia da lontano lo sguardo di Scott, non può fare a meno di sentire lo stomaco stringersi per l'emozione. [3]
 
 
 
1997
 
"Direi che siete perfetti" dichiara soddisfatta la zia Carol, facendo passare alternativamente lo sguardo da lui a Tessa. "Siete entrambi molto bravi, e credo che insieme potreste fare grandi cose. Che ne dite?"
 
Scott resta in silenzio, fissando ostinatamente la punta dei suoi pattini. Tessa fa lo stesso, spostando il peso da un piede all'altro e tenendo le mani allacciate dietro la schiena.
 
"Allora? Insomma" continua la zia, sorridendo maliziosa "se non sbaglio siete anche fidanzati, o no?"
"No!" esclamano all'unisono, facendola scoppiare in una risatina. "Cioè" biascica Scott, correggendosi "sì, una specie, ma non è che -"
"Okay, okay" lo interrompe Carol con voce dolce. "Lasciamo stare. In ogni caso, Scottie, tu hai bisogno di una compagna per poter continuare, e Tessa sta facendo grandi progressi e la danza è la cosa per la quale è più portata. Perché non le fai vedere qualche passo base?"
 
Tessa lo guarda, con una scintilla di aspettativa negli occhi che improvvisamente lo fa sentire più sicuro. La prende per mano per mostrarle la posizione giusta e lei gli scivola tra le braccia come se fosse abituata a farlo da sempre. E' la prima volta, pensa Scott, che sorriderle gli viene così naturale. [4]
 
 
 
1998
 
"E' stata solo sfortuna."
 
Scott alza lo sguardo, stupito. Lui e Tessa non si sono praticamente mai parlati in tutta l'ultima settimana - nonostante siano fidanzati e tutto, sì - e visto com'è appena finita la gara tutto si aspettava di sentirle dire tranne questo.
 
"Ma" obietta, evitando di guardarla per l'imbarazzo "insomma, ho fatto un casino. Ho sbagliato tutto e ti ho fatto quasi cadere."
"E' stata sfortuna" ripete lei, slacciandosi i pattini con cura e poi rialzando gli occhi verso di lui. "Quando ci allenavamo sei sempre andato bene."
"Quindi, uhm" domanda a mezza bocca "tu vuoi ancora pattinare con me?"
Tessa lo guarda innocentemente. "Ma sì" conferma, un po' sorpresa. "Perchè, pensavi di no?"
"Beh…" comincia, e poi scuote la testa come a cacciare via un pensiero molesto. "Lascia stare. Sono felice di continuare con te" dice, senza pensarci troppo su, e poi aggiunge subito "…cioè, voglio dire che sei brava. Sei migliorata un sacco."
Tessa ridacchia. "Grazie. Senti" propone, incerta, giocherellando con una ciocca di capelli "mia madre porta me e Jordan a prendere un gelato, appena usciamo. Vieni anche tu?"
 
Scott annuisce, sentendosi improvvisamente molto più felice.
 
"Vado a cambiarmi e torno" annuncia, correndo via. [2]
 
 
 
1998
 
"Forse è meglio andare in ospedale."
 
Gli occhioni già pieni di lacrime di Tessa si spalancano per la paura.
 
"Sta tranquilla, tesoro" la rassicura Carol, accarezzandole i capelli. "Non è niente di grave, probabilmente non serviranno nemmeno dei punti. E' una cosa che succede a tutti i pattinatori, prima o poi. Quindi via quelle lacrime, okay?" la rimprovera affettuosamente.
Tessa stringe i denti per non singhiozzare. "Okay" sussurra, fissando la garza premuta contro il taglio e ormai impregnata di rosso.
 
E' solo in quel momento che si accorge che Scott è ancora lì vicino a lei, con gli occhi enormi quasi quanto i suoi e la faccia più pallida che gli abbia mai visto.
 
"Fa molto male?" le chiede sottovoce, come se temesse di fare una domanda troppo stupida.
"Un po' meno" soffia Tessa. "Però brucia."
"Io - mi dispiace, Tess" sussurra, con voce leggermente strozzata.
"Cosa c'entri tu?" ribatte lei stranita, tirando su col naso. "Sono venuta io a sbatterti addosso, non è mica colpa tua."
"Ma era la mia lama."
Tessa scuote la testa, cercando di sorridere. "Non è colpa tua, Scott. Davvero."
Scott abbassa gli occhi e si morde un labbro. "Comunque" stabilisce "io vengo con te."
 
 
 
1998
 
"…Giusto per essere sicuri" comincia Scott un pomeriggio, mentre entrambi sono seduti a riposare. "Noi non stiamo più insieme, vero?"
Tessa spalanca gli occhi. "Sei stato tu a dire che non volevi più" fa notare, polemica.
"Beh, l'ho detto perché…" Si ferma e inghiotte, dondolando i piedi avanti e indietro ed evitando di guardarla.
"Perché…?" lo incita Tessa, scrutandolo con curiosità.
Scott si lascia sfuggire uno sbuffo, si gratta la testa e tace. "Perché forse non è il caso, ecco" ribatte alla fine. "Cioè, con le gare e tutto il resto. E' meglio essere amici, non credi?"
 
Tessa sembra considerare l'idea per un poco. Scott la osserva di sottecchi, spiando il modo in cui arriccia le labbra e gioca a premere le dita le une contro le altre.
 
"…Noi siamo amici?" gli domanda alla fine, alzando lo sguardo verso il suo.
Questa volta tocca a lui spalancare gli occhi. "Sì che lo siamo" replica un po' stupito, come se gli avessero chiesto la cosa più ovvia del mondo.
Il visino di Tessa si apre in un sorriso. "Okay, allora" annuisce. "Anch'io penso che sia meglio."
 
Scott sorride a sua volta, sollevato, e le tende la mano per tornare in pista. [5]
 
 
 
2000
 
"Ho sonno" mugola Tessa, raggomitolandosi contro il sedile. "Ho finito i compiti tardissimo, ieri sera."
"Figurati" ribatte Scott, stropicciandosi gli occhi. "A me danno molti più compiti che a te. E più difficili, anche."
"…Che c'entra, tu sei più grande" borbotta lei, già quasi addormentata.
 
Scott sbuffa leggermente, rovesciando la testa all'indietro e stringendosi nel giubbotto mentre fissa la strada scorrere veloce fuori dal finestrino. Il rumore quieto e costante dell'auto e il brusio di sottofondo della radio accesa fanno scivolare nel sonno anche lui senza che nemmeno se ne renda conto.
 
Quando riapre gli occhi c'è un po' più di luce, un peso soffice e tiepido sulla sua spalla e una voce che chiama il suo nome. L'aria gelida che penetra dallo sportello aperto sa di neve, dei muffin caldi della bancarella accanto allo Skating Club e dello shampoo all'albicocca di Tessa che dorme ancora con la testa proprio sotto il suo naso.
 
"Siamo arrivati" annuncia allegramente sua madre, sporgendosi tra i sedili. "Avanti, voi due, in piedi!"
 
Scott spalanca la bocca in uno sbadiglio enorme e sveglia Tessa con un pizzicotto. Meno di un minuto dopo sta già correndo negli spogliatoi nel tentativo di non farsi acchiappare. [6]
 
 
 
2002
 
"Io, uhm, spero che ti piaccia."
 
Tessa sorride curiosa nel prendere in mano il pacchetto e lo scuote un po', cercando di indovinarne il contenuto.
 
"Non è uno scherzo, vero?" indaga, inarcando un sopracciglio.
"Uno sc- per chi mi hai preso, scusa?" si scandalizza Scott, incrociando le braccia con aria offesa.
"Per quello che ad Halloween mi mette ancora i ragni finti nella borsa."
"Tu non conti, con te è troppo facile."
Tessa allunga una mano per schiaffeggiarlo e Scott ride. "Insomma, lo apri o no?" la pungola.
 
Lei gli rivolge un'ultima occhiata sospettosa, poi cede alla curiosità e strappa via la carta. Nella scatola c'è un braccialetto d'argento con un piccolo ciondolo a forma di pattino.
 
"…oh mio dio, Scottie, è bellissimo!" si entusiasma, spalancando gli occhi e sollevandolo per allacciarselo al polso. "Ma" ride "insomma, ho scordato la data del mio compleanno o cosa?"
Scott rotea gli occhi. "Sei una pessima, pessima partner" dichiara serissimo, per poi scoppiare a ridere subito dopo davanti alla sua aria smarrita. "Oggi sono cinque anni. Che abbiamo cominciato, voglio dire." Si schiarisce la voce. "Ho pensato che…"
 
Il resto della frase finisce soffocato dall'abbraccio di Tessa e dai suoi gridolini di commozione.
 
 
 
2004
 
"Junior o no, ragazzi" comincia Paul, prendendoli da parte "dovete pattinare come se fosse l'ultima volta che lo fate in vita vostra, mi sono spiegato?"
 
Annuiscono, gli occhi di entrambi accesi della stessa determinazione. Tessa si liscia addosso il vestito con attenzione, Scott fa passare rapidamente lo sguardo sulla pista.
 
"Non pensate al risultato" prosegue, appoggiando le mani sulle loro spalle. "Sapete cosa fare, concentratevi esclusivamente su quello."
"Ce la faremo, Paul" lo rassicura Scott.
"Lo so che ce la farete. E so anche che arriverete molto più in alto di così" sorride Paul, senza nascondere il proprio orgoglio. "Questo è solo il primo passo. Ma è probabilmente l'ultimo di cui posso prendermi il merito - quindi la cosa fondamentale è che mi facciate fare bella figura."
 
Ridono tutti e tre, stemperando la tensione per un attimo. Subito dopo lo speaker annuncia i loro nomi, e Scott rivolge a Tessa uno sguardo d'intesa prima di avviarsi accanto a lei.
 
"Okay" mormora pianissimo, abbracciando il ghiaccio con un'occhiata. "Andiamo, vinciamo e sbrighiamoci a tornare a casa."
"Sono pronta quando sei pronto tu" annuisce Tessa, sollevando una mano in direzione del pubblico.
Scott inspira profondamente e le sorride. "Io sono nato pronto." [7]
 
 
 
2004
 
"Kylie Minogue?" ride Tessa, quasi strozzandosi con una cucchiaiata di gelato. "Andiamo, Scott, sei così banale."
"Ehi, è una cotta di tutto rispetto" la rimbecca Scott, con la bocca piena di patatine. "E i gusti sono gusti, comunque."
 
Tessa si tira a sedere a gambe incrociate sul letto, ingombro di ogni sorta di schifezze commestibili e anche di qualcuna dall'aspetto piuttosto dubbio.
 
"Beh, i tuoi sono gusti banali, ecco" sentenzia, annuendo con aria esperta e afferrando una manciata di gelatine alla frutta.
"Oho, ma sentila" la prende in giro lui, tirandole un cuscino. "Parliamo dei film di Orlando comesichiama che mi hai costretto a vedere, mh?"
"Erano dei bei film" si impunta lei, sbuffando. "E lui è un bravo attore."
"E Kylie Minogue ha una bella voce."
"Sì, ma tu non le guardi la voce, suppongo."
Scott ridacchia. "Dici che qualcuno ci ucciderà?" riflette, cambiando argomento all'improvviso e gettando uno sguardo sul loro spuntino notturno.
Tessa agita una mano con insolita noncuranza. "Oh, beh, ce lo meritavamo." Si lascia cadere di nuovo sul materasso, con un sospiro felice. "Detroit. E la categoria senior. Non so se ci posso credere."
Scott sorride e si sdraia accanto a lei. "Io posso eccome." [7]
 
 
 
2004
 
"La tua mano sul fianco di Tessa, Scott, e guardala negli occhi" lo istruisce Igor.
 
Scott esegue, assumendo la posizione corretta e preparandosi alla sequenza di passi successiva. Igor li scruta tutti e due per un attimo, assorto.
 
"…okay, stop" ordina, fermandoli con un gesto della mano. "Ragazzi" li apostrofa, passandosi una mano tra i capelli e squadrandoli con un'occhiata ironica "siete grandi abbastanza perché non debba essere io a parlarvi di api e fiorellini, giusto?"
Scott ridacchia in coro con Tessa. "No, direi di no" ribatte, divertito.
"Bene. Scott" prosegue Igor "la fisicità è essenziale in questo programma. E' essenziale che tu" illustra, posando una mano sulla spalla di Tessa e spingendola più vicina a lui "veda Tessa come una donna, okay? Riproviamo da capo" conclude, allontanandosi per far ripartire la musica.
 
Tessa gli volta le spalle e si sposta a qualche passo da lui per tornare nella posizione iniziale. Scott resta fermo per un lungo istante, concentrandosi nell'osservarla e percorrendo lentamente con lo sguardo le forme sottili e armoniose del suo corpo, prima di voltarsi anche lui e prepararsi di nuovo.
 
"Avanti, Moir" lo stuzzica la voce argentina di Tessa. "Fammi sentire una donna."
 
Scott ride di cuore. [8]
 
 
 
2005
 
"Ma che pezzo di merda" sibila Scott, sbattendo sulla panca il borsone e tirandone fuori un fazzoletto pulito per poi porgerlo a Tessa. Lei impiega qualche secondo a focalizzare la sua mano ed afferrarlo, tanto i suoi occhi sono velati dalle lacrime. "E' meglio che non mi capiti davanti agli occhi, cristo, o -"
"Scottie" mugola Tessa, soffiandosi il naso e cercando di ricomporsi "lascia stare, okay? E' finita e basta, vorrei solo non sentirlo più nominare."
 
Scott prende un profondo respiro, spostando il borsone per poterle sedere accanto.
 
"Non posso prometterti che ne esca sano, quando lo incontrerò" borbotta con sguardo omicida.
Tessa, inaspettatamente, si scioglie nell'accenno di una risata. "Ho già dei fratelli maggiori che picchino i ragazzi per me. E potrei farlo anche da sola, comunque."
"Ne sono sicuro" annuisce Scott, ridendo con lei. "Ma almeno potrei togliermi una soddisfazione."
 
Tessa tira su col naso e fa del suo meglio per sorridere, senza riuscirci particolarmente bene. Scott allunga d'istinto una mano e le accarezza una guancia, asciugandole le lacrime.
 
"E' un idiota, Tess" mormora, attirandole la testa contro la propria spalla. "Uno che non sa tenersi stretta una ragazza come te, non può che essere un idiota."


 
 
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[1] [Tessa] ha cominciato a pattinare quando aveva sei anni, e la sua classe aveva in programma una gita alla pista. Non le andava di fare figuracce, perciò reclutò i suoi fratelli per darle qualche lezione. (fonte) [torna su]
 
[2] 'Scott rivela come sapesse che Tessa era la partner giusta per lui, persino da bambino: "Ho avuto una partner prima di lei. Ma sbagliai i passi, e lei non volle più pattinare con me. Avevo otto anni. Poi ho trovato Tessa, e ho sbagliato i passi nella nostra prima gara e lei è rimasta con me, ed è allora che ho capito che avevo trovato quella giusta."' (fonte) (KYAH *W*) Brittany è un nome del tutto inventato. [torna su]
 
[3] 'La cugina di Scott, Cara, e mia sorella Jordan, decisero che eravamo una coppia carina e che avremmo dovuto metterci insieme.' 'Avevamo sette e nove anni. […] Molto appropriato per noi metterci insieme, a sette e nove anni.' (fonte) (MA LA PUCCERIAAAAAA <3 *li coccola*) Non so di preciso quanti anni abbiano Cara e Jordan, ma non devono essere molto più grandi di Tessa e Scott se passavano il tempo a combinare appuntamenti tra infanti :°D Inoltre, stando a quanto dice Tessa, più o meno tutte le ragazzine che pattinavano con loro avevano una cotta per Scott, lei compresa :P La canzoncina che parla di alberi e di baci è ovviamente la classica filastrocca anglofona 'X and Y sitting in a tree, K-I-S-S-I-N-G' :D [torna su]
 
[4] Carol Moir, zia di Scott, è stata la prima allenatrice sia di Scott che di Tessa. 'Carol sembrava trovare divertente che i piccoli Virtue e Moir avessero una relazione, così pensò che avrebbe potuto provare se la cosa funzionava anche sul ghiaccio.' (fonte). Scott ha commentato che dopo aver cominciato a pattinare con Tessa ha lasciato definitivamente l'hockey perchè 'qualcosa è cambiato nella mia vita quando l'ho presa per mano. Aveva più senso stare vicino a una ragazza carina che a diciannove altri ragazzi.' (fonte) (<3<3<3!) [torna su]
 
[5] Ci sono varie versioni su come sia avvenuta la rottura tra Scott e Tessa. Secondo le loro testimonianze dirette, è stato Scott a prendere l'iniziativa: 'Un amichetto di Scott telefonò [a Tessa] e lui buttò lì: "Tess, non voglio più uscire con te."' 'E poi riattaccò.'' (fonte). Secondo il padre di Tessa, invece, fu una decisione presa di comune accordo: 'Lei e Scott avevano deciso che non sarebbero più usciti insieme.' 'Quanti anni avevano?' 'Lei otto, lui dieci. Pensavano che avrebbe creato problemi alla loro carriera di pattinatori.' (fonte). Io ho fatto un frullato delle due cose, visto che erano pucce entrambe :D [torna su]
 
[6] Carol […] li aveva affidati a Paul MacIntosh e Suzanne Killing del Kitchener-Waterloo Skating Club. L'affiatato clan Moir-Virtue […] faceva a turno per portarli in macchina fino a Kitchener; si alzavano alle quattro del mattino in modo da essere sulla pista per le sei e mezzo. I bambini salivano sul sedile posteriore dell'auto e si addormentavano immediatamente.' (fonte) (…facciamo AW tutti insieme per l'immagine mentale e perche' i Moir-Virtue sono un'unica grande famiglia che evidentemente non aspetta altro che Scott e Tessa convolino a giuste nozze, kthx \o/) [torna su]
 
[7] Nel 2004, presumibilmente poco prima di lasciare il Kitchener-Waterloo Skating Club e la guida di Paul MacIntosh, Tessa e Scott vincono i campionati nazionali nella categoria junior. (fonte) Nello stesso anno si trasferiscono a Canton, periferia di Detroit, passando ad allenarsi con Igor Shpilband e Marina Zoueva. [torna su]
 
[8] Il programma in questione è il libero di Tessa e Scott della stagione 2004-2005, Adios Nonino. [torna su]   

 
 
Feeling: determineddetermined
Listening: --
 
 
 
M.: pollamechante on December 16th, 2010 06:11 pm (UTC)
Occristo è una cosa bellissima e ho finito or ora di leggerla e avrò bisogno di decantare per fare un commento decente che non sia JOIAJDSAJDOKJSAK♥ perchè è davvero incredibile e amo tutti i riferimenti sotto cioè: che lavorone spettacolare.

(tornerò a commentare quando avrò le parole♥)